<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?><rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/"
	>

<channel>
	<title>Dott.ssa Carolina Fallai &#187; cibo</title>
	<atom:link href="https://www.carolinafallai.it/tag/cibo/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>https://www.carolinafallai.it</link>
	<description>Psicologa e Psicoterapeuta </description>
	<lastBuildDate>Fri, 05 Jul 2024 10:00:16 +0000</lastBuildDate>
	<language>it-IT</language>
	<sy:updatePeriod>hourly</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>1</sy:updateFrequency>
	<generator>https://wordpress.org/?v=4.1.41</generator>
	<item>
		<title>Ortoressia: l&#8217;ossessione per il cibo &#8220;sano&#8221;</title>
		<link>https://www.carolinafallai.it/ortoressia-lossessione-per-il-cibo-sano/</link>
		<comments>https://www.carolinafallai.it/ortoressia-lossessione-per-il-cibo-sano/#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 19 May 2016 13:46:48 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Carolina]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Alimentazione]]></category>
		<category><![CDATA[alimentazione]]></category>
		<category><![CDATA[cibo]]></category>
		<category><![CDATA[disturbi alimentari]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.carolinafallai.it/?p=2735</guid>
		<description><![CDATA[Da qualche anno si usa l’espressione Ortoressia Nervosa per indicare un comportamento alimentare che si sta diffondendo soprattutto nei paesi industrializzati: l’ossessione per i cibi naturali, biologici e cosiddetti “sani”. Gli individui che ne sono affetti si concentrano in modo ossessivo sulla purezza del cibo ingerito: la loro preoccupazione non è come nell’anoressia o la bulimia la quantità degli alimenti, ma la loro qualità. Essi esercitano un forte controllo su tutti gli alimenti che consumano, arrivando a limitare moltissimo le loro scelte. Nella ricerca esasperata del cibo sano e biologico finiscono per adottare diete sbilanciate e prive dei nutrienti essenziali e spesso finiscono per eliminare occasioni sociali e limitare le loro vite personali. La diffusione di questo disturbo dipende da alcuni fenomeni socioculturali: oggi, a ben ragione, si parla molto di ecologia e si porta molta attenzione all’inquinamento dell’ambiente in cui viviamo e alle fonti di contaminazione che inevitabilmente finiscono per danneggiare la qualità del nostro cibo, portando allo sviluppo di malattie e disturbi prima sconosciuti. Alla base di queste tendenze vi sono stati dei fatti reali che sono stati portati all’attenzione dai mass media: ad esempio la famosa encefalopatia da carne della mucca pazza, le malattie trasmesse dalle carni...]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.carolinafallai.it/wp-content/uploads/2016/05/Ortoressia-1.png"><img class="aligncenter size-large wp-image-3392" src="http://www.carolinafallai.it/wp-content/uploads/2016/05/Ortoressia-1-1024x536.png" alt="Ortoressia (1)" width="940" height="492" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">Da qualche anno si usa l’espressione <strong>Ortoressia Nervosa</strong> per indicare un comportamento alimentare che si sta diffondendo soprattutto nei paesi industrializzati: l’ossessione per i cibi naturali, biologici e cosiddetti “sani”.<br />
Gli individui che ne sono affetti si concentrano in modo ossessivo sulla purezza del cibo ingerito: la loro preoccupazione non è come nell’anoressia o la bulimia la quantità degli alimenti, ma la loro qualità. Essi esercitano un forte controllo su tutti gli alimenti che consumano, arrivando a limitare moltissimo le loro scelte. Nella ricerca esasperata del cibo sano e biologico finiscono per adottare diete sbilanciate e prive dei nutrienti essenziali e spesso finiscono per eliminare occasioni sociali e limitare le loro vite personali.</p>
<p style="text-align: justify;">La diffusione di questo disturbo dipende da alcuni fenomeni socioculturali: oggi, a ben ragione, si parla molto di ecologia e si porta molta attenzione all’inquinamento dell’ambiente in cui viviamo e alle fonti di contaminazione che inevitabilmente finiscono per danneggiare la qualità del nostro cibo, portando allo sviluppo di malattie e disturbi prima sconosciuti. Alla base di queste tendenze vi sono stati dei fatti reali che sono stati portati all’attenzione dai mass media: ad esempio la famosa encefalopatia da carne della <em>mucca pazza</em>, le malattie trasmesse dalle carni dei polli infetti, le intossicazioni da mercurio causate dal consumo di pesce, la paura degli organismi geneticamente modificati.<br />
Inoltre, in questo periodo storico si va diffondendo una forte preoccupazione per la salute e la ricerca di stili di vita più equilibrati e “salutari”. Ne sono un chiaro esempio i movimenti vegani, crudisti, macrobiotici e vegetariani che sono sempre più conosciuti e riscontrano un crescendo di interesse anche da parte dei mezzi di diffusione di massa. La cultura della coscienza alimentare è indice di una nuova consapevolezza che si sta diffondendo a livello globale.</p>
<p style="text-align: justify;">Tuttavia questa ricerca del benessere e dell&#8217;equilibrio in alcuni casi può anche degenerare in patologia: quando la fissazione per il cibo &#8220;sano&#8221; diventa troppo pervasiva e finisce per stravolgere le abitudini di una persona, questo comportamento può essere il sintomo di un sottostante disagio alimentare. Queste forme minori di disturbi alimentari non sono certamente così gravi e non hanno ripercussioni forti sulla salute quanto l&#8217;anoressia e la bulimia; tuttavia, poichè vengono considerate come il frutto di tendenze della contemporaneità o di ideologie stravaganti e bizzarre, possono essere sottovalutate e non trattate.</p>
<p style="text-align: justify;">Attenzione, quindi a non scambiare l’Ortoressia per una moda: si tratta di un vero e proprio disturbo alimentare che causa un disagio significativo e influenza negativamente la vita di chi ne soffre.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>https://www.carolinafallai.it/ortoressia-lossessione-per-il-cibo-sano/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Obesità: la malattia più diffusa del terzo millennio</title>
		<link>https://www.carolinafallai.it/obesita/</link>
		<comments>https://www.carolinafallai.it/obesita/#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 14 Jan 2016 16:20:56 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Carolina]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Alimentazione]]></category>
		<category><![CDATA[alimentazione]]></category>
		<category><![CDATA[cibo]]></category>
		<category><![CDATA[dieta]]></category>
		<category><![CDATA[Obesità]]></category>
		<category><![CDATA[sovrappeso]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.carolinafallai.it/?p=2518</guid>
		<description><![CDATA[Il sovrappeso e l&#8217;obesità stanno avendo un notevole e preoccupante incremento in tutto il mondo occidentale. Nel 1997 è stato publicato dall’OMS il primo documento sull’obesità, nel quale essa viene definita come “la malattia cronica più importante del terzo millennio”. L’obesità è considerata come un&#8217;epidemia globale perché interessa oltre il 50% della popolazione adulta delle civiltà industrializzate. Oggi nel mondo vivono 300 milioni di obesi e la gravità del problema è destinata a peggiorare sia nei paesi industrializzati come Nord America ed Europa, ma anche in quelli in via di sviluppo come Cina, India e Sud America. E’ evidente che il sovrappeso e l’obesità sono le malattie più importanti e diffuse del nostro secolo e che il problema ha assunto una connotazione sociale. Paradossalmente, mentre nelle nazioni più povere si soffre ancora la fame e si combatte contro la denutrizione, nei paesi ad elevato tenore economico l’alimentazione è connotata da eccessi e aberrazioni. Nei paesi industrializzati l&#8217;alimentazione è senza dubbio quantitativamente e qualitativamente sbagliata. L&#8217;obesità in Italia In Italia 19 milioni di persone sono in sovrappeso; 5 milioni di persone sono obese, di cui 1 milione e mezzo presentano obesità grave. In percentuali significa che in Italia un adulto su 3 (31,7%) è in sovrappeso,...]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Il <strong>sovrappeso</strong> e l&#8217;<strong>obesità</strong> stanno avendo un notevole e preoccupante incremento in tutto il mondo occidentale. Nel 1997 è stato publicato dall’OMS il primo documento sull’obesità, nel quale essa viene definita come “la malattia cronica più importante del terzo millennio”.</p>
<p style="text-align: justify;">L’obesità è considerata come un&#8217;epidemia globale perché interessa oltre il 50% della popolazione adulta delle civiltà industrializzate.</p>
<p style="text-align: justify;">Oggi nel mondo vivono 300 milioni di obesi e la gravità del problema è destinata a peggiorare sia nei paesi industrializzati come Nord America ed Europa, ma anche in quelli in via di sviluppo come Cina, India e Sud America. E’ evidente che il sovrappeso e l’obesità sono le malattie più importanti e diffuse del nostro secolo e che il problema ha assunto una connotazione sociale.</p>
<p style="text-align: justify;">Paradossalmente, mentre nelle nazioni più povere si soffre ancora la fame e si combatte contro la denutrizione, nei paesi ad elevato tenore economico l’alimentazione è connotata da eccessi e aberrazioni. Nei paesi industrializzati l&#8217;alimentazione è senza dubbio quantitativamente e qualitativamente sbagliata.</p>
<p style="text-align: center;"><strong>L&#8217;obesità in Italia</strong></p>
<p style="text-align: justify;">In Italia 19 milioni di persone sono in sovrappeso; 5 milioni di persone sono obese, di cui 1 milione e mezzo presentano obesità grave. In percentuali significa che in Italia un adulto su 3 (31,7%) è in sovrappeso, mentre il 10,7% della popolazione è obeso.</p>
<p style="text-align: justify;">Nel nostro paese le condizioni di sovrappeso e obesità sono più diffuse tra gli uomini che tra le donne: ben il 45,2 % degli uomini è in sovrappeso e l&#8217;11,3% è obeso rispetto al 27,7 % e il 9,3% delle donne.</p>
<p style="text-align: justify;">A livello geografico si osserva che il fenomeno è più diffuso nel Sud (50,9%), in particolare in Molise, Campania e Calabria.</p>
<p style="text-align: justify;">Si osserva inoltre che la prevalenza dei problemi di peso è molto più elevata nelle fasce della popolazione con livello di istruzione più basso: tra gli adulti con titolo di studio medio-alto (diploma, laurea) la percentuale di obesi è pari al 4,5%, mentre la percentuale di obesi sale al 15% tra gli adulti con licenza elementare o senza alcun titolo.</p>
<p><a href="http://www.carolinafallai.it/wp-content/uploads/2016/01/FB_IMG_1561029991535.jpg"><img src="http://www.carolinafallai.it/wp-content/uploads/2016/01/FB_IMG_1561029991535.jpg" alt="FB_IMG_1561029991535" width="720" height="427" class="aligncenter size-full wp-image-3428" /></a></p>
<p style="text-align: center;"><strong>Obesità e sovrappeso tra i bambini</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Purtroppo anche per quanto riguarda i bambini i dati sono allarmanti: uno studio svedese ha indicato che nel mondo ci sono 400 milioni di bambini obesi, dei quali 20 milioni sono bambini al di sotto dei 5 anni di età.</p>
<p style="text-align: justify;">In Italia un indagine dell’Istituto Nazionale di Statistica condotta nel 2000 ha rilevato che nella fascia d’età tra 6 e 17 anni la prevalenza dell’obesità è del 26,9% tra i maschi e del 21,2 % tra le femmine.</p>
<p style="text-align: justify;">Il rischio relativo per un bambino obeso di diventare un adulto obeso aumenta con l&#8217;età ed è direttamente proporzionale alla gravità dell&#8217;eccesso ponderale. L&#8217;avere uno o entrambi i genitori obesi è considerato il maggiore fattore di rischio per la comparsa dell&#8217;obesità nel bambino. Infatti, il rischio di obesità è pari al 35% se entrambi i genitori sono obesi e al 25% se solo uno dei genitori è obeso.</p>
<p style="text-align: justify;">Il fatto che un bambino già all&#8217;età di 5-6 anni sia in sovrappeso è considerato un indicatore precoce di obesità in età adulta.</p>
<p style="text-align: justify;">Ma non finisce qui: oggi il rischio di sviluppare il diabete è presente persino nei bambini. Il diabete di tipo 1, che è causato da una carenza di insulina e si differenzia dal diabete di tipo 2 che si sviluppa di solito negli anziani e negli obesi, può infatti svilupparsi anche in età pediatrica.</p>
<p style="text-align: justify;">Una ricerca condotta in 29 paesi europei tra il 1989 e il 2003 sui pazienti affetti da diabete ha riscontrato che il 5,4 % dei pazienti erano bambini sotto 5 anni di età. Secondo i dati diffusi dalla European Association for the Study of Diabetes, questa malattia nel mondo uccide una persona ogni 10 secondi. Si calcola che nel 2020 ci saranno circa 160 mila adolescenti affetti da diabete di tipo 1.</p>
<p style="text-align: justify;">
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>https://www.carolinafallai.it/obesita/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Stress e comfort food</title>
		<link>https://www.carolinafallai.it/stress-e-comfort-food/</link>
		<comments>https://www.carolinafallai.it/stress-e-comfort-food/#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 02 Dec 2015 18:45:12 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Carolina]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Alimentazione]]></category>
		<category><![CDATA[alimentazione]]></category>
		<category><![CDATA[cibo]]></category>
		<category><![CDATA[comfort food]]></category>
		<category><![CDATA[stress]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.carolinafallai.it/?p=2432</guid>
		<description><![CDATA[Quando passiamo un periodo impegnativo a livello emotivo, quando viviamo un momento di crisi, è facile che la nostra alimentazione ne risenta. Le reazioni allo stress possono essere di due tipi: c&#8217;è chi quando si sente agitato comincia a mangiare voracemente qualsiasi cosa gli capita perchè mangiare lo tranquillizza e lo aiuta a ridurre la tensione, oppure c&#8217;è chi perde l&#8217;appetito e non riesce a mangiare perchè lo stomaco gli si chiude e persino l&#8217;odore del cibo gli fa venire la nausea. Mentre nel primo caso è molto facile prendere peso, nel secondo si può dimagrire a vista d&#8217;occhio. Stress cronico e &#8220;comfort food&#8221; Una recente ricerca condotta su giovani americani ha evidenziato che gli studenti sotto stress per interrogazioni ed esami tendono a mangiare molte merendine o spuntini salati tra un pasto e l&#8217;altro e tendono invece a saltare i pasti regolari. Un altro studio condotto su soggetti obesi ha dimostrato che in condizioni di stress tendono a mangiare di più di quanto non facciano normalmente. Nei periodi di maggiore nervosismo molti vanno a ricercare i loro cibi preferiti, che diventano delle vere e proprie auto-gratificazioni. La scelta normalmente ricade su alimenti ricchi di calorie sotto forma di zuccheri e grassi come...]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Quando passiamo un periodo impegnativo a livello emotivo, quando viviamo un momento di crisi, è facile che la nostra alimentazione ne risenta. Le reazioni allo stress possono essere di due tipi: c&#8217;è chi quando si sente agitato comincia a mangiare voracemente qualsiasi cosa gli capita perchè mangiare lo tranquillizza e lo aiuta a ridurre la tensione, oppure c&#8217;è chi perde l&#8217;appetito e non riesce a mangiare perchè lo stomaco gli si chiude e persino l&#8217;odore del cibo gli fa venire la nausea. Mentre nel primo caso è molto facile prendere peso, nel secondo si può dimagrire a vista d&#8217;occhio.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Stress cronico e &#8220;comfort food&#8221;</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Una recente ricerca condotta su giovani americani ha evidenziato che gli studenti sotto stress per interrogazioni ed esami tendono a mangiare molte merendine o spuntini salati tra un pasto e l&#8217;altro e tendono invece a saltare i pasti regolari. Un altro studio condotto su soggetti obesi ha dimostrato che in condizioni di stress tendono a mangiare di più di quanto non facciano normalmente.</p>
<p style="text-align: justify;">Nei periodi di maggiore nervosismo molti vanno a ricercare i loro cibi preferiti, che diventano delle vere e proprie auto-gratificazioni. La scelta normalmente ricade su alimenti ricchi di calorie sotto forma di zuccheri e grassi come biscotti, patatine, pizza, formaggi e cioccolato. Questi cibi non a caso vengono chiamati &#8220;<strong>comfort food</strong>&#8220;, perchè sono gustosi e saporiti e riescono a dare un senso di benessere e appagamento immediato.</p>
<p style="text-align: justify;">Ma perchè questo accade? c&#8217;è una spiegazione scientifica al fatto che le persone vanno a ricercare certi cibi quando sono stressate, nervose o depresse. Infatti è stato provato che quando lo stress diventa cronico aumenta la concentrazione nel sangue di insulina, ormone prodotto dal pancreas che serve per aumentare l&#8217;impiego degli zuccheri a livello dei tessuti periferici; inoltre aumentano anche i glucocorticoidi, come il cortisolo, che generano un incremento della concentrazione di zuccheri nel sangue. Così, anche se lo stomaco è pieno, il cervello continua a trasmettere segnali di fame. Per questo motivo quando ci sentiamo tesi sembra di non essere mai sazi e di non riuscire a smettere di mangiare.</p>
<p style="text-align: justify;">In situazioni come questa siamo facilmente spinti a cercare carboidrati sotto forma di zuccheri semplici come i dolci o il gelato perchè hanno veramente un potere calmante. Innanzitutto la loro ingestione va a stimolare le aree cerebrali del piacere, e così riescono a controbilanciare gli effetti spiacevoli dello stress cronico; inoltre l&#8217;ingestione di questi cibi va a ridurre l&#8217;attività dell&#8217;asse ipotalamo-ipofisi-surrene e riesce così ad attenuare l&#8217;ansia e la tensione.</p>
<p style="text-align: justify;">
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>https://www.carolinafallai.it/stress-e-comfort-food/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
	</channel>
</rss>
