L’obesità: un’epidemia globale - Dott.ssa Carolina Fallai
obesità maschile

L’obesità: un’epidemia globale

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Il sovrappeso e l’obesità stanno avendo un notevole e preoccupante incremento in tutto il mondo occidentale. Nel 1997 è stato publicato dall’OMS il primo documento sull’obesità, nel quale essa viene definita come “la malattia cronica più importante del terzo millennio”. L’obesità è considerata come un’epidemia globale perché interessa oltre il 50% della popolazione adulta delle civiltà industrializzate.

Oggi nel mondo vivono 300 milioni di obesi e la gravità del problema è destinata a peggiorare sia nei paesi industrializzati come Nord America ed Europa, ma anche in quelli in via di sviluppo come Cina, India e Sud America. E’ evidente che il sovrappeso e l’obesità sono le malattie più importanti e diffuse del nostro secolo e che il problema ha assunto una connotazione sociale.

Paradossalmente, mentre nelle nazioni più povere si soffre ancora la fame e si combatte contro la denutrizione, nei paesi ad elevato tenore economico l’alimentazione è connotata da eccessi e aberrazioni.

L’obesità in Italia

In Italia 19 milioni di persone sono in sovrappeso; 5 milioni di persone sono obese, di cui 1 milione e mezzo presentano obesità grave. In percentuali significa che in Italia un adulto su 3 (36,1%) è in sovrappeso, mentre il 10,3% della popolazione è obeso.

Nel nostro paese le condizioni di sovrappeso e obesità sono più diffuse tra gli uomini che tra le donne: ben il 45,2 % degli uomini è in sovrappeso e l’11,3% è obeso rispetto al 27,7 % e il 9,3% delle donne. A livello geografico si osserva che il fenomeno è più diffuso nel Sud (50,9%), in particolare in Molise, Campania e Calabria. Se tra gli adulti con titolo di studio medio-alto (diploma, laurea) la percentuale di obesi è pari al 4,5%, essa sale al 15% tra gli adulti con licenza elementare o senza alcun titolo.

Anche per quanto riguarda i bambini i dati sono allarmanti: un indagine dell’Istituto Nazionale di Statistica condotta nel 2000  ha rilevato che nella fascia d’età tra 6 e 17 anni la prevalenza dell’obesità è del 26,9% tra i maschi e del 21,2 % tra le femmine. Il rischio di obesità è pari al 35% se entrambi i genitori sono obesi e al 25% se solo uno dei genitori è obeso.

Perchè sovrappeso e obesità stanno crescendo così rapidamente

food3Tra le cause principali del sovrappeso, sono stati individuati due fattori principali:

 – La grande varietà di cibo a nostra disposizione e la facile reperibilità del cibo nei paesi industrializzati, la grande quantità di alimenti ipercalorici, ricchi di grassi e zuccheri, come quelli che vengono venduti nei fast food e l’impatto dell’industria alimentare e della pubblicità sul cibo che spingono verso la scelta di alimenti confezionati, elaborati e certamente non salutari.

- Uno stile di vita che sta diventando sempre più sedentario e che ha portato a ridurre la quantità di energia che il nostro corpo spende quotidianamente; ormai tutte le nostre attività richiedono un impegno fisico minimo a causa della tecnologia che si è sostituita all’uomo: basti pensare a tutte le invenzioni come l’ascensore, l’auto, il computer, gli elettrodomestici che ci risparmiano un sacco di fatica. Anche il riscaldamento e i climatizzatori, che ci permettono di mantenere la temperatura delle nostre abitazioni sempre confortevole, in realtà evitano al nostro corpo il dispendio di energia necessario per adattarsi al clima.

Così da una parte si mangia e si consuma sempre di più, mentre dall’altra si risparmia sempre più energia e il risultato inevitabile e inesorabile è l’aumento di peso.

La cultura della magrezza

Accanto al fenomeno del sovrappeso e l’obesità in aumento, nelle società industriali, forse proprio a causa di questo, un numero sempre più alto di individui si preoccupa di controllare il proprio peso per mezzo di diete e di esercizi fisici.

Un’indagine effettuata dalla rivista “Psychology Today” (1985) ha messo in evidenza che il 41% degli uomini ed il 55% delle donne americane erano insoddisfatti del loro peso corporeo nonostante il 29% degli uomini ed il 47% delle donne avessero un peso “normale”.

Per molti decenni le industrie della moda hanno proposti modelli di magrezza tanto elevati da non essere raggiungibili da nessuna persona normale. Bombardate da messaggi che glorificano la virtù della magrezza, molte donne accettano acriticamente questa visione e cominciano a impegnarsi in programmi dietetici o programmi di dimagrimento in palestra, con l’obiettivo di emulare quei modelli irraggiungibili.  Questa cultura lipofobica in cui la valutazione di sé è basata in modo esclusivo sul peso, sulle forme corporee ed il controllo dell’alimentazione è considerata uno dei fattori di rischio per lo sviluppo di disturbi del comportamento alimentare ma anche per tutti i problemi di sovrappeso e obesità.

L’esplosione della “Diet Industry” ha complicato ulteriormente il problema perché ha sfruttato la debolezza delle persone in sovrappeso per vendere prodotti dimagranti facendo leva sull’illusione di poter risolvere rapidamente il proprio problema attraverso l’ultima dieta fai da te o l’ultima pillola anoressizzante.

Purtroppo ad oggi la comunità scientifica non è stata in grado di trovare risposte soddisfacenti al dilagare dell’obesità. La soluzione che viene proposta dai professionisti che se ne occupano è la prescrizione della dieta, una strategia superficiale e momentanea che serve solo a tamponare il problema senza risolverlo; anzi, il ricorso alla dieta provoca spesso la comparsa della sindrome dello Yo-Yo, per cui le persone continuano a perdere e a riprendere peso in una spirale senza uscita di tentativi, fallimenti e disperazione.  Oltretutto prescrivere la dieta è del tutto inutile e persino controproducente laddove dietro al problema del sovrappeso si nascondono forti conflitti con il proprio corpo, depressione, problemi emotivi o disturbi del comportamento alimentare. Purtroppo per molto tempo l’idea più diffusa è stata quella che l’obesità fosse solo un problema di volontà e di mancanza di controllo nel comportamento alimentare, visione che non ha fatto altro che aggravare il senso di colpa e la vergogna delle persone che vivono questa pesante condizione. E’ necessario invece considerare l’obesità come una malattia cronica che coinvolge l’individuo nella globalità di corpo, mente ed emozioni. Il problema dell’obesità infatti non è solo un problema di comportamento alimentare, è infatti una patologia complessa in cui cause biologiche (metaboliche, ormonali) si sommano e intersecano con cause psicologiche, ambientali, familiari e sociali.

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