“Mal d’amore”: la dipendenza affettiva - Dott.ssa Carolina Fallai
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“Mal d’amore”: la dipendenza affettiva

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“Donne che amano troppo”

La problematica della dipendenza affettiva è recente: nasce sull’onda del successo, negli anni ’80, di un libro pubblicato dalla psicologa americana Robin Norwood: “Donne che amano troppo”. Dopo quasi trenta anni è ancora un bestseller venduto in tutto il mondo. La ragione del successo non sta soltanto nell’irresistibile titolo ma anche perchè è stato il primo testo che ha divulgato un fenomeno che prima era sconosciuto in ambito clinico e che non veniva considerato una patologia. Nel suo libro la Norwood ha descritto molto accuratamente il comportamento delle “Donne che amano troppo”:

“Quando l’amore per un uomo si trasforma in qualcosa di malsano e pericoloso per la salute fisica e mentale della donna, significa che sta amando troppo. Quando essere innamorate significa soffrire, stiamo amando troppo; quando giustifichiamo tutti i malumori, il cattivo carattere, l’indifferenza, i tradimenti del partner: quando siamo offesi dal suo comportamento ma pensiamo che sia colpa nostra perché non siamo abbastanza attraenti o abbastanza affettuose, stiamo amando troppo.”

La Norwood spiega che il “mal d’amore” è un problema soprattutto femminile perché le donne, per ragioni culturali ed educative sono più portate a pensare male di sé: è stato loro insegnato che per natura sono deboli, dipendenti, fragili, bisognose di protezione e di guida. Questi insegnamenti, anche se sono ormai superati culturalmente, sono diventati parte dell’inconscio femminile e tendono a influenzare le donne nel loro modo di porsi in reazione con il maschile. Le donne, tendenzialmente abituate a non stimarsi, a non ritenersi all’altezza, non credono di poter essere amate per quello che sono, ma pensano di doversi guadagnare l’amore e il rispetto diventando “speciali” e diventando indispensabili per il loro partner. Alcune donne hanno una marcata tendenza a sottomettersi al proprio compagno finendo per essere schiacciate e a perdere la stima di se stesse, nella disperata ricerca del suo irraggiungibile amore.

Spesso le persone che soffrono di dipendenza affettiva sono le più insospettabili: donne intelligenti, brillanti, affermate nel lavoro che nella sfera affettiva si rivelano però fragili e insicure. Nonostante siano persone di successo, nel profondo soffrono di una grande mancanza di autostima che le spinge a legarsi a uomini incapaci di amare. Se il rapporto non funziona, sono loro a prendersi tutte le colpe: è perché non sono abbastanza disponibili, affascinanti, comprensive, pazienti. Sono pronte a giustificare tutte le mancanze del partner, persino gli insulti o i tradimenti.

Molte di queste donne presentano la cosiddetta “sindrome della crocerossina”: esse tendono a legarsi a uomini immaturi, egoisti, disturbati che considerano dipendenti e bisognosi delle loro devote e sollecite cure, e fanno di tutto per amare, nutrire e proteggere il partner arrivando a sacrificarsi per lui e a dimenticare del tutto i propri bisogni. La loro convinzione più intima, il loro ideale è che con la forza della loro devozione e del loro amore riusciranno a cambiare il loro uomo, che riusciranno a guarirlo così da poter conquistare il suo amore ed essere finalmente felici insieme a lui.

L’ossessione d’amore nasce da una bassa autostima

La bassa autostima ha origine nell’infanzia. Se da piccoli l’amore non ci è stato dato nella maniera giusta, il che non vuol dire non essere stati amati, ci sentiremo sempre in difetto e in qualche modo non meritevoli di attenzioni. Alla base del troppo amore spesso c’è un trauma infantile: se una donna da bambina è stata trascurata o abusata, da grande tenderà a trovare un uomo che la maltratti o la trascuri. La sfiducia in sé e la mancanza di autostima fanno sì che la donna abbia paura di non essere amata e la portano ad accettare qualunque cosa dal compagno che ha scelto.

Tuttavia non occorre sempre arrivare ai casi limite di famiglie “disturbate” con genitori alcolisti, tossicodipendenti o depressi per arrivare a sperimentare un vuoto affettivo. Se i genitori sono stati poco disponibili perchè molto presi dal lavoro oppure se sono stati molto esigenti o troppo protettivi, il bambino crescerà insicuro e con una grande fame di affetto e di approvazione.

Guarire dalla dipendenza

La dipendenza affettiva è una forma deviata d’amore. Nasce dalla convinzione che la relazione non è degna di essere vissuta se non causa struggimento o sofferenza. Questo non significa che tutte le grandi passioni siano “malate”, ma lo sono senz’altro quelle autodistruttive. Quando si ama troppo in realtà non si ama affatto perché si è dominati dalla paura di restare soli, di non essere degni di amore e di essere abbandonati.

Per uscire da questi disturbi è necessario un percorso di psicoterapia per ricostituire l’autostima e acquisire maggiore fiducia in sé stessi. Il percorso terapeutico è indispensabile per aiutare la persona dipendente a riscoprire la sua volontà e la capacità di concepirsi come un individuo autonomo. Infatti, solo quando si sarà liberata dalla paura di restare sola e dal timore di non essere degna di affetto, una persona può diventare capace di porsi in una relazione in maniera libera e non pregiudicata dal bisogno dell’altro. Solo quando sarà capace di apprezzarsi e di amarsi potrà dire veramente di essere in grado di amare davvero.

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